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Ateneo di Foggia, un prof ? in lista d'attesa dal 2013. Ma la cattedra va al figlio di un altro docente

Il padre a Giurisprudenza, il figlio a Economia. Entrambi alle dipendenze dell'Università di Foggia. Rischia di diventare una nuova Parentopoli il trasferimento a Foggia di Luigi Follieri, figlio del noto amministrativista dauno Enrico, attraverso il meccanismo dello 'scambio contestuale'. Luigi Follieri, ricercatore confermato a tempo definito presso il dipartimento di Giurisprudenza a Brescia, sarebbe trasferito a Foggia, mentre Rosa Cera, ricercatrice confermata a tempo pieno presso il dipartimento di Studi umanistici, farebbe il tragitto contrario.
"Tutti e due hanno interesse al provvedimento perché si avvicinano alla città natale - giustifica papà Enrico - io non vedo nessuno scandalo". Ma qualche irregolarità in realtà c'è, come denuncia il quotidiano L'Attacco. A cominciare dal fatto che lo scambio, secondo quanto stabilito dal Miur, può avvenire fra personale inquadrato a tempo indeterminato e con la stessa qualifica: fra professori ordinari, associati confermati, ricercatori confermati. E così non è, a quanto pare, nel caso di Follieri figlio. Di altro parere suo padre, che al contrario ritiene sia vantaggioso per l'Ateneo foggiano: "Quella che se ne va è a tempo pieno, percepisce molti più soldi, mentre mio figlio è a tempo definito, percepisce il 50 per cento in meno perché può svolgere anche altre attività - spiega - E' un affare per Foggia, si risparmia".
I due candidati al trasferimento hanno già dichiarato la loro disponibilità, formalizzata dai rispettivi dipartimenti (che hanno anche espresso parere favorevole). Il passo successivo, a questo punto, spetta al Nucleo di valutazione di Ateneo. Quel che sorprende, però, è che della figura professionale di Luigi Follieri a Foggia proprio non ci sarebbe bisogno: il numero dei docenti di diritto privato in quell'Ateneo è già particolarmente elevato: a Economia ci sono già due ordinari e due associati, nessuno dei quali in età pensionabile, e più che sufficienti a coprire i tre insegnamenti, fra percorsi di laurea triennale e magistrali.
"Mio figlio non viene nel mio stesso settore scientifico disciplinare - precisa il professor Enrico Follieri - lui insegna diritto amministrativo, io privato. Quindi non c'è alcuna irregolarità". Ma proprio nel suo dipartimento, quello di Giurisprudenza, si consuma un'altra singolare circostanza, che potrebbe incrociarsi con questa vicenda. E cioè la vicenda professionale del professor Francesco Astone, associato di diritto privato in servizio, idoneo fin dal gennaio 2013 per aver vinto un concorso di ordinario, ma ancora in attesa di chiamata mentre di volta in volta cambiano e si adeguano i regolamenti. "È una vicenda particolarmente difficile - si limita a commentare il professor Astone - che riflette bene la situazione attuale dell'Università italiana".
E c'è già chi invoca il Codice etico, fortemente voluto dal precedente rettore Giuliano Volpe: "A nessun componente della comunità - si legge all'articolo 9 - è consentito utilizzare direttamente o indirettamente il proprio potere al fine di forzare altri soggetti dell'Università a eseguire prestazioni o servizi vantaggiosi per sé o per altri". Prospettiva che al momento non si palesa. "Il mio nepotismo per cosa? Per uno scambio? - si indigna Enrico Follieri - Nella pubblica amministrazione accade, non vedo alcun vantaggio né favoritismo: se la vogliamo dire tutta, Brescia è anche più prestigiosa come università. Mio figlio è stato oltre dieci anni lì, ora torna a Foggia perché non gli va bene il clima e qui ha moglie e tre figli. Questo è tutto".
La parola ora passa al Nucleo di valutazione, presieduto da Tommaso Minerva, ordinario all'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, e composto da Corrado Crocetta, ordinario a Foggia, Antonella Paolini (Università di Macerata), Emanuela Stefani, direttore della Conferenza dei rettore delle Università italiane, e dallo studente foggiano Luigi Vincenzo Pastore.
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