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Igor, la figlia della vittima, Francesca Verri: "Chi l'ha lasciato fuggire deve chiedere scusa"

Igor, la figlia della vittima, Francesca Verri: "Chi l'ha lasciato fuggire deve chiedere scusa"
Igor Vaclavic
BOLOGNA - "Basta con le prese in giro. Chi ha sbagliato deve chiedere scusa. La mia non è più vita, è sopravvivenza. Sopravvivo per avere la verità su mio padre ". Francesca Verri, 29 anni, impiegata in un'azienda del Ferrarese, è la figlia di Valerio, la guardia ambientale volontaria uccisa da Igor l'8 aprile. Assistita dall'avvocato Fabio Anselmo, ha presentato una serie di esposti per avere la verità su quel giorno. "Se ci fosse stata più collaborazione tra carabinieri e polizia non sarei in questa situazione. Il mio papà non sarebbe morto".
L'accusa ai carabinieri è di non aver condiviso subito alcune informazioni su Igor con le altre autorità. Cosa pensa di questa ricostruzione?

"Quando l'ho letta sono rimasta senza parole. I carabinieri hanno sempre smentito questa ricostruzione. A chi dobbiamo credere? Io credo a quello che abbiamo sempre sostenuto: la mancanza di collaborazione tra forze dell'ordine".
Ieri ha chiesto al comandante dei carabinieri di Ferrara, Andrea Desideri, di scusarsi. Ce l'ha con l'Arma?

"Deve essere chiara una cosa: non punto il dito contro tutti i carabinieri, non faccio di tutta l'erba un fascio. Chi ha sbagliato deve chiedere scusa ma questo non significa che mi accontenti di una semplice pacca sulla spalla. Voglio che vengano fuori le responsabilità. Qualcuno non ha fatto quello che doveva fare. Parliamo della vita di mio padre, per loro sarà una persona come un'altra ma per me no. E se il lavoro fosse stato svolto nel modo giusto non sarei in questa situazione, avrei la mia vecchia vita, che mi andava benissimo".
Chi era suo padre?

"Era una persona che non ha mai fatto male a nessuno, che è andata in pensione dopo quarant'anni di lavoro, ha sempre pagato le tasse e faceva il volontario ambientale. Pure il giorno in cui è stato ucciso. E per colpa di più persone, un maledetto che non doveva nemmeno essere lì gli ha tolto la vita. Non può immaginare che rabbia si prova ".
Feher è ancora libero.

"Non è bello svegliarsi tutte le mattine senza sapere dov'è e andare a letto con la stessa sensazione. Dev'essere preso, è passato troppo tempo".
La sua famiglia come sta vivendo questa situazione?

"Credo ci trasferiremo dalla casa dove abbiamo vissuto con papà. Il vuoto è ormai insopportabile lì dentro. Quando entro comincio ad avere il batticuore, mi fischiano le orecchie. Non ci mancava niente, non eravamo né ricchi né poveri, stavamo bene. Ora entro in quella casa ed è vuota, fredda, non c'è più niente. Lui era il nostro pilastro".
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