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Mafia Capitale: giudici: "pm indaghi su testimonianze Zingaretti e Bubbico"

Mafia Capitale: giudici: "pm indaghi su testimonianze Zingaretti e Bubbico"

Ventissette persone la cui posizione va vagliata dai pm del pool Antimafia della procura di Roma per falsa testimonianza resa, secondo i giudizi della X sezione, nel corso del maxiprocesso "Mondo di Mezzo", che ha portato a luglio alla condanna di Carminati, Buzzi e altri 42 imputati, a oltre 500 anni di carcere.
Tra i testimoni chiamati dagli imputati si cui il collegio presieduto dal giudice Rossana Ianniello, c'è il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il presidente del consiglio della Regione Lazio, Daniele Leodori, la responsabile nazionale del Pd al Welfare e Terzo Settore Micaela Campana la cui audizione fece infuriare la giudice, l'ex viceministro all'Interno Filippo Bubbico, Antonio Lucarelli, ex braccio destro dell'allora sindaco Gianni Alemanno.
I pm Luca Tescaroli e gli aggiunti Paolo Ielo e Giuseppe Cascini, dovranno quindi vagliare quanto dichiarato, sotto giuramento, in un'aula di tribunale Mafia Capitale 27 testimoni. "I collegamenti di Buzzi con la parlamentare del Pd Micaela Campana - scrive il tribunale - ed i contatti, per il suo tramite, più o meno diretti, con il viceministro Bubbico risultano verosimili anche alla luce della lunga testimonianza, in diversi punti poco credibile (stanti le inequivoche intercettazioni telefoniche e gli immotivati "non ricordo" della teste), resa dalla stessa Campana, sebbene abbia decisamente negato collegamenti diretti di Buzzi con Bubbico e l'interessamento di Bubbico alle vicende in esame".
I numerosi "non ricordo" che hanno caratterizzato la sua deposizione hanno portato il collegio a sospettare "di reticenza e falsità" la testimonianza dell'esponente nazionale del Pd: si tratta di "non ricordo - spiegano i giudici della decima sezione - spesso del tutto inverosimili in quanto apodittici e non meglio motivati e contrastanti con il contenuto chiaro delle intercettazioni telefoniche attinenti ad argomenti importanti nella vita politica o personale della donna". "Del pari - si legge ancora nelle carte - si esprimono dubbi sulla genuinità della testimonianza resa da Daniele Leodori, sentito (su richiesta della difesa di Buzzi) all'udienza del 21 marzo scorso, in quanto in alcuni punti fortemente contrastante con le intercettazioni agli atti".
Da chiarire, infine, quanto detto in aula da Antonio Lucarelli, stretto collaboratore di Alemanno che al processo "ha dichiarato di non conoscere affatto Massimo Carminati e comunque di non aver subito da lui alcuna intimidazione". Estraneità ribadita dallo stesso ex esponente dei Nar, quando invece Buzzi ha prima affermato che Carminati aveva fatto la campagna elettorale per Lucarelli, nell'interrogatorio del 31 maggio 2015, poi ha precisato nelle spontanee dichiarazioni del primo dicembre 2016 di non sapere se i due si conoscessero e, infine, è tornato a dire il 20 marzo 2017 che l'ex estremista di destra era stato "grande elettore" di Lucarelli.
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