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Mobbing e violenza sessuale, a Taranto sotto accusa i vertici dell'Ordine dei commercialisti

TARANTO - I vertici del consiglio dell'Ordine dei commercialisti di Taranto sono indagati per mobbing ai danni di una dipendente. Le accuse per presidente, segretario, tesoriere e tre dipendenti sono di maltrattamenti e lesioni. Un commercialista, ex tesoriere dell'Ordine, è accusato anche di violenza sessuale e molestie. Per circa tre anni e mezzo, secondo la pm Rosalba Lopalco, fra il 2013 e il 2016, una dipendente amministrativa di 45 anni ha subìto "atti di violenza psicologica" che le hanno causato un disturbo ansioso-depressivo.
Gli indagati sono il presidente dell'Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Taranto, Cosimo Damiano Latorre, il segretario Gregorio Pecoraro, la tesoriera Angela Cafaro e gli ex consiglieri ed ex tesorieri Maria Rosaria Chiechi e Riccardo Scialpi, quest'ultimo accusato anche di molestie e violenza sessuale. Indagate per maltrattamenti anche due colleghe della presunta vittima, Teresa Giusto e Lucia Arina, e una tirocinante, Lucia Brigante, accusate di aver deriso, offeso e isolato la vittima condividendo la strategia dei superiori. Una "convergenza di motivi personali e professionali", scrive la pm nei capi d'accusa, che avrebbero portato la donna a subìre demansionamenti e maltrattamenti.
Per l'accusa, da impiegata amministrativa fu assegnata a compiti "svilenti", messa a fare fotocopie o spedire raccomandate e poi sottoposta a ingiustificati rimproveri, procedimenti disciplinari e perfino sabotaggi per impedirle di svolgere serenamente le sue mansioni. In un'occasione un consigliere le avrebbe rivolto la frase "lei non è una signorina di strada, sa leggere?". L'ex consigliere Scialpi, all'epoca dei fatti tesoriere dell'Ordine, è accusato di aver fatto avance sessuali alla dipendente, in modo diretto o tramite messaggi telefonici per circa due anni, causandole stati d'ansia e costringendola a cambiare le proprie abitudini di vita.
In un episodio, fingendo di volerla consolare, le avrebbe palpato il seno. Tutte le volte che la donna respingeva le avance, secondo l'accusa, il commercialista attuava condotte ritorsive, come rimproveri ingiustificati. Le avance sessuali, apprezzamenti personali e inviti a uscire insieme, sempre respinti, sarebbero continuati perfino dopo il rientro della donna da un periodo di malattia di sei mesi causato proprio dai presunti maltrattamenti ricevuti sul posto di lavoro.
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