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Il monumento al Principe Vladimiro a Mosca: perchè esso è vantaggioso per Kiev?

Il monumento al Principe Vladimiro a Mosca: perchè esso è vantaggioso per Kiev?I cittadini di Mosca sono già abituati alla passione dei sindaci della capitale russa - sia quelli nativi che quelli provenienti dalle altre città -alla costruzione ed inaugurazione dei monumenti ai leader spirituali che non hanno niente a che fare con la storia della capitale stessa.

Per esempio, anche nel giorno di oggi davanti al Grande Teatro sorge il monumento di 160 tonnellate dedicato al fondatore della teoria rivoluzionaria del cambiamento del mondo, Karl Marks, più noto tra la gente come “ il frigorifero con al barba” (la frase della famosa attrice Faina Ranevskaya). Quando nel 1961, i leader dei comunisti presero la decisione di costruirlo, hanno completamente ignorato il fatto storico che il loro ideologo chiave non aveva mai messo piede a Mosca.

Inoltre, avevano fatto di tutto per nascondere dai semplici membri del Partito Comunista che il classico della rivoluzione a suo tempo fece commenti non troppo lusignosi sulla Russia del Medioevo.
Ricordiamo, che nel suo libro “Diplomazia segreta del XVIII secolo”, pubblicato nel Unione Sovietica per la prima volta, Karl Marks descriveva la Russia nel modo seguente: “La culla della Moscovia fu la palude sanguinosa della schiavitù mongola, e non la gloria severa dell’epoca dei normanni”.

Secondo lui, la Russia non fu altro, che la Mpscovia trasformata, creata dopo il crollo dell’Orda d’Oro. Marks fu sicuro, che la politica della Russia fu una continuazione della politica dell’Orda e non della politica dell’Antica Rus - cioè, dello Stato con il centro a Kiev. E lui non fu l’unico a pensarci in questo modo.

Il noto storico ucraino, Mikhail Gruscevskiy considerava Ucraina – e non la Russia – l’unico erede plenipotente della Russia Antica, o come viene ora chiamata in Russia, lo Stato Antico Russo.

Dopo il crollo dell’idea comunista, per realizzare il desiderio di risorgimento dell’Impero Russo, Vladimir Putin aveva bisogno di un nuovo paradigma, in grado di spiegare ai cittadini russi perchè devono abituarsi a vivere sotto la minaccia di una nuova “guerra fredda” e subire sanzioni economiche a causa dell’annessione della Crimea, perdere migliaia di loro concittadini nella regione di Donbas e in Siria.

Il Cremlino non ha potuto inventare nulla di diverso dalla terapia intensiva nota dal XIX secolo come la "teoria della nazionalità ufficiale", il cui breve motto era "Ortodosssia. Autocrazia. Nazionalismo”. La sua versione modernizzata sotto il concetto del "mondo ruSSo" con il contesto "spirituale", l'idea della "Nuova Russia" e con il maniacale desiderio di "proteggere la popolazione di lingua russa" in tutte le parti del mondo, è stata proposta ai russi come "una nuova idea nazionale".

Ciò è stato reso possibile in gran parte grazie alle iniziative della storica Natalia Narochnitskaya – la persona di fiducia di Vladimir Putin nelle elezioni presidenziali del 2012, e con il sostegno attivo della Chiesa Ortodossa Russa.

Pertanto, la decisione di Putin di erigere alla piazza Borovitskaya - vicino alle mura del Cremlino di Mosca - un monumento al Santo Principe Vladimir Svjatoslavovich sembra abbastanza logica. Questo evento, contrariamente al sopraindicato parere di Karl Marx sulle origini di Moscovia, era destinato a simboleggiare l'unità della Russia moderna con l'era dell’Antico Stato di Russ, e non con l'Orda d'Oro.

L’invito alla cerimonia dell’apertura del monumento dei capi di Stato e dei leader politici russi (tra cui il leader del Partito Comunista Gennady Zyuganov) ha sottolineato il carattere laico dell’evento. E se non ci fosse per le implicazioni politiche, ogni credente ortodosso dovrebbe sicuramente dare il benvenuto all’iniziativa.

Dopo tutto, il valore dell'atto di battesimo della Russia dal Principe Vladimir per lo sviluppo spirituale degli stati slavi è così grande che l'idea della creazione inadeguata del monumento dedicato al Principe a Mosca sembra blasfema.

E non importa se Vladimiro, morto nella sua residenza vicino a Kiev nel 1025, non poteva andare a visitare Mosca, la prima menzione della quale risale alla primavera del 1147.

Dopo tutto, più di dieci monumenti dedicati al famoso Principe slavo, sorgono in molti altri paesi. Il più antico di essi fu costruito nel 1853 a Kiev, nove anni più tardi fu creato il suo monumento a Novgorod.

Ci sono statue del Principe Vladimiro a Ivano-Frankivsk, San Pietroburgo, Sebastopoli, c’è in programma la costruzione di un monumento a Kaliningrad. Con i soldi della diaspora ucraina sono stati creati i monumenti al Battezzatore della Rus a Londra e Toronto, i cristiani ortodossi in Polonia, Argentina e Italia hanno anche la possibilità di adorare l'immagine scolpita del Principe Vladimiro.

Ma dopo aver visto i documentari che incorniciano la cerimonia dell’apertura del monumento al Principe Vladimiro, molti in Ucraina hanno sperimentato una sensazione di rifiuto e persino di protesta. La ragione principale di questo atteggiamento all’evento sta nel fatto che si trattava di un'altra prova del trionfo in Russia dell’interpretazione della storia in termini dell’ accademico bolscevica Mikhail Pokrovsky "come una politica avvolta in passato." Sotto la guida degli "statisti", come il ministro russo della Cultura Vladimir Medinsky, i più importanti eventi storici vengono ripensati e presentati agli studenti russi in stretta conformità con lo "standard storico e culturale" sviluppato dalla Società Storica Russa - e in piena conformità con le istruzioni del Presidente russo.

Prima dell'annessione della Crimea, Vladimir Putin non aveva il coraggio di mettere in discussione la versione - apparentemente canonizzata per l’eterno - del luogo dove il Principe Vladimir battezzò la Rus di Kiev.

Tre anni fa, il 27 Luglio 2013 prendendo parte alle celebrazioni dedicate al 1025 ° anniversario del Battesimo della Russia, il Presidente della Federazione Russa ha dichiarato che essa successe a Kiev ed il Battesimo nel fiume Dnieper significò la scelta della civiltà non solo per l'Ucraina, ma per tutta la Santa Russia.

Tuttavia, dopo la cattura di Crimea, il quale, secondo Putin, ha improvvisamente acquisito un significato sacro per la Russia, la situazione è cambiata radicalmente. Secondo la decisione degli storici del Cremlino la fonte battesimale della Russia è stata spostata da Kiev all'antica Korsun (Chersoneso), secondo il luogo del possibile battesimo del principe Vladimiro, e il ruolo storico di "Kiev - la madre delle città russe", era messa in ombra.

Con lo stesso scopo in libri di storia russa è diventata sempre più attiva e popolare la teoria dello "spostamento del centro di Stato russo." Ora gli studenti devono imparare che prima il centro è stato a Novgorod, poi a Kiev, poi a Mosca, che delegava temporaneamente il potere della capitale a San Pietroburgo.

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La natura dell'uomo è debole e, probabilmente, come ogni mortale, il Presidente russo Vladimir Putin più di una volta aveva pensato di eternità. Ecco perciò lo scopo della costruzione alle porte del Cremlino del monumento omonimo con lui dedicato ad un uomo di Stato della Russ Antica produce un sacco di voci ed analogie inequivocabili.

Oggi, nelle reti sociali vola popolarissima la battuta che è oggi come oggi a Mosca, "un Vladimiro sta eretto (si tratta del monumento), il secondo sta sdraiato (Vladimiro Lenin nel suo Mausoleo), e il terzo sta regnando (Vladimir Putin)." Inoltre, tutti sono consapevoli del fatto che la rilevanza di questo scherzo durerà un lasso di tempo, e - prima o poi - uno dei due Vladimiri dovrà cambiare la sua posizione verticale a quella orizzontale. E le previsioni non sono a favore del monumento appena eretto.

Per quanto possa sembrare strano, il fatto dell’apertura del monumento al Principe Vladimir a Mosca c'è anche un momento positivo per l'Ucraina. Dopo aver messo nel file il progetto della "Nuova Russia", pare, che al Cremlino si sono finalmente rassegnati al fatto che l'Ucraina e la Russia sono due diversi paesi in cui le persone hanno due mentalità ben diverse.

Pertanto, nonostante le ripetute dichiarazioni di Vladimir Putin che gli ucraini ed i russi sono uno stesso popolo, è stato fatto un altro passo importante che dimostra ai cittadini di Russia ed Ucraina, il desiderio del governo russo a prendere le distanze dal passato comune e dalle reliquie spirituali che uniscono i due popoli di questi paesi.

Ora, per la celebrazione della ricorrenza del Battesimo della Santa Rus e delle altre date commemorative della Cheisa Ortodoss Russa, il Presidente russo che occupa il posto permanente sul trono ed altri governanti del Cremlino non avranno più bisogno di andare a Kiev.

In ogni caso, la speranza che la passione maniacale del Presidente russo di mantenere il controllo della Chiesa Ortodossa Russa sulla Lavra delle Caverne di Kiev, di Pochayiv, di Svyatogorsk ed altri importanti santuari ortodossi non sarà più un motivo dominante per l'aggressione armata contro l'Ucraina.

***

L'apertura del magnifico monumento al Principe Vladimiro a Mosca non è il primo e, a quanto pare, non è l'ultimo tentativo di perpetuare la memoria di esso in Russia. Dal 1997 al 2002 "Moskvich", meglio conosciuta come la "Fabbrica degli Automobili a nome del Komsomol di Lenin" ha emesso circa 1.500 auto "Moskvich-2142 "Principe Vladimiro" con il motore di "Renault F3R" csotruito in Francia e dotato di ottica della società tedesca "Hella".
Tuttavia, creata sotto Stalin nel 1930, l'azienda, che durante i tempi sovietici fu la pupilla dell'occhio dell'industria automobilistica nazionale, non ha sopravvissuto le riforme economiche ed è stata eliminata già sotto il regno di Putin nel 2010.

Dopo questo fallimento, il Cremlino ha deciso di dare i nomi dei famosi personaggi storici ai disegni più durevoli delle armi avanzate. Nel 2009, dopo una serie di sottomarini a propulsione nucleare "Alexander Nevsky", "Vladimir Monomakh", "Yury Dolgoruky" la Russia ha iniziato a lavorare sulla creazione del sottomarino nucleare strategico della 4 generazione "Principe Vladimiro". Tipicamente, il suo nome originale "San Nicola", in onore di San Nicola, riconosciuto come un santo sia in Ortodossia che nel Cattolicesimo. Ma poi il nome di San Nicola a bordo del sottomarino a quanto pare suonava poco patriottico a causa della somiglianza con l'immagine di una sorta di Babbo Natale che consegna i regali di Natale ai bambini.

Pertanto, nel 2012, Vladimir Putin ha partecipato alla cerimonia di posa della sommergibile già con un’altro nome - "Principe Vladimiro".

Nel Cremlino, amano trascorrere paralleli storici con il presente, di conseguenza, adottando la logica dei suoi funzionari, non è difficile da indovinare la loro idea di gesuita.

Anche al di fuori della Russia è ben noto che il principe Vladimir convertiva i suoi connazionali al Cristianesimo non solo volontariamente, ma anche usando la forza. E che i suoi fedeli servitori - Putyata e Dobrynya – hanno battezzato Novgorod con "ferro e fuoco", con tanto spargimento di sangue dei suoi ex compatrioti per il solo motivo che essi non volevano accettare il Cristianesimo, rimanendo pagani. Si scopre che, imitando il Santo Principe Vladimiro, Vladimir Vladimirovich è pronto a costringere gli infedeli moderni ad ubbidire ed accettare le idee del "Mondo ruSSo" con l'aiuto di 16 (secondo gli altri dati di 20) missili P-30 "Bulava» (SS-NX-30), che si trovano al bordo di "Principe Vladimiro", sottomarino armato.

Il sommergibile "Principe Vladimiro" toccherà l’acqua nel marzo 2017, e farà parte della Flotta del Nord nel 2018, nell'anno del 1030 ° anniversario del Battesimo della Santa Rus.

Boris Dniprov
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