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Come sarà il futuro dopo Brexit: l'indipendenza sotto la supervisione o la libertà economica?

Come sarà il futuro dopo Brexit: l'indipendenza sotto la supervisione o la libertà economica?Nel corso degli ultimi mesi, sono emerse le decine dei argomenti sia dei sostenitori che degli oppositori di "Brexit" (l’abbreviazione sta per “British exit” , cioè "uscita britannica" dall’Umione Europea). Ma alla fine si è scoperto che gli inglesi sono interessati solo ai 3 temi globali: la sicurezza, il commercio ed i rifugiati. Il referendum sull’uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, che si terrà il 23 giugno, sicuramente, sarà vinto da chi avrà la posizione più forte e convincente in queste aree.

Tuttavia, i mercati azionari globali hanno rallegrato dopo la pubblicazione del sondaggio della domenica sulle prospettive di Brexit: è stato scoperto che il numero dei sostenitori della conservazione della adesione all'UE da parte del Regno Unito ha superato il numero dei loro avversari. E le principali piattaforme di trading europee di metà sessione hanno subito aggiunto 2,5-3,5% il lunedi, 20 giugno. Questo, per inciso, è stato l'ultimo sondaggio prima del referendum, di seguito eventuali dati saranno annunciati al pubblico non prima del 24 giugno.

Jeremy Stretch, il responsabile della strategia di valuta, CIBC:
"I mercati hanno mostrato una tendenza di crescita, sulla base del presupposto che gli eventi andranno avanti secondo lo scenario del referendum scozzese tenutosi il 14 settembre. Allora, prima del voto in Scozia i sostenitori del cambiamento dello status della Scozia hanno avuto il forte sostegno, ma mentre ci si avvicinava alla data del referendum, la loro voce è diventata meno sentita e debole.


Tutto sotto controllo?
"Controllo" è la parola chiave e la magia principale dei sostenitori di "Brexit": mantenere il controllo, riprendere il controllo, ridiventare padroni del proprio destino ... econdo dei sostenitori dell'uscita dall'Unione Europea in caso di vincita tutto questo sarà possibile. Nel loro campo si trovano tutti i tipi di persone, tra cui alcuni membri del governo, così come l'ex sindaco di Londra, Boris Johnson, nominato il Capo della Commissione elettorale dal leader ufficiale della campagna: "Ci sono tanti soldi in giro, ma tutto questo è quattro soldi in confronto con il denaro, che ogni giorno inviamo a Bruxelles - 50 milioni di sterline". Johnson, così come il Ministro della Giustizia Michael Gove hanno deciso di fare il fondamento della campagna sui temi economici: "Sono stati realizzati i progetti come la valuta unica e l'area Schengen senza frontiere interne - il che ha indebolito la stabilità del nostro continente. Alla fin fine, l'euro ha portato alla debolezza economica. " L'idea è semplice: il Regno Unito spende per l'Unione europea più di quanto ne riceve, che in termini di pura contabilità, corrisponde alla verità. I costi superano di gran lunga i ricavi annuali - sette miliardi di euro. Ma questa cifra è ancora inferiore, per esempio, alle spese della Germania o della Francia.

Ma dovrebbe essere chiaro che il Ministero dell'Economia e delle Finanze, la Banca d'Inghilterra e diverse istituzioni finanziarie internazionali, tra cui il Fondo Monetario Internazionale e l'OSCE sostengono la conservazione del Regno Unito come parte dell'Unione europea.

Inoltre, uscita dall’UE significherebbe che la Gran Bretagna ri-revisione dei tutti gli accordi commerciali con l'Unione europea (più di 50), e il processo può richiedere degli anni. "é improbabile che in questo caso il Regno Unito sia in grado di negoziare gli accordi più favorevoli per il Paese. Infatti, a questo proposito, il Regno Unito non può contare sulla cortesia da parte degli altri paesi, anche se si tratta dei suoi alleati. Ogni paese agirà nel proprio interesse, il che significa che il Regno Unito rischia di essere offerto le condizioni meno favorevoli di commercio. ", - spiegano gli esperti di "Vector News"

Sono stati scoperti i momenti abbastanza divertenti nel "confronto economico" a proposito di Brexit. Ad esempio, poco prima la casa automobilistica giapponese “Nissan” ha detto che avrebbe citato in giudizio gli organizzatori della campagna per la uscita del Regno Unito dall'UE. Il fatto è che su un volantino è stato usato il logo di Nissan così come di altre tre società, ed è stato scritto: "Molte grandi aziende hanno detto che rimarranno nel Regno Unito, a prescindere dal risultato del voto." Le autorità di Nissan hanno dichiarato che l'azienda preferisce conservare l'appartenenza del Paese nell'Unione europea e ritiene che gli autori del volantino hanno deliberatamente cercato di ingannare gli inglesi circa la posizione del marchio.

Il passaporto è diverso...
Un altro argomento chiave dei sostenitori di "Brexit" è il problema dell’immigrazione. Il leader del partito populista UKIP Nigel Farage ha fatto l'immigrazione una questione importante della sua campagna, dicendo: "Controllare l'immigrazione essendo un membro dell'Unione europea? Questo non è solo difficile, è impossibile. E il motivo è chiaro. Qui c’è il passaporto britannico. Quali sono le prime due parole su di esso? "Unione europea". " Così, i sostenitori dell'uscita dallì’UE sono preoccupati per l'immigrazione dai paesi dell'UE, ma non solo. Questo è stato chiaramente dimostrato dai dibattiti acuti che esplosero in connessione con la crisi migratoria, così come con una discussione sulla possibilità dell’adesione della Turchia all'UE.

A sua volta, Carlos Vargos Silva dal “Centre for Migration Studies” presso l'Università di Oxford suggerisce che l'impatto potenziale di “Brexit” sull'immigrazione non può essere previsto: "E' molto difficile prevedere la migrazione nelle condizioni di qualsiasi politica. E poi non è chiato quali misure saranno esattamente prese in caso dell’uscita dall’UE. " Un’altra cosa. Non dimenticate che, molto probabilmente, anche dopo "Brexit" la Gran Bretagna può ancora dare il suo accordo per la circolazione libera in cambio all'accesso al mercato economico unico.

Forse David Cameron non poteva neanche immaginare che il referendum sull'appartenenza della Gran Bretagna all'Unione europea sarà così stressante. Devo dire che contro il Primo Ministro giocano non solo le circostanze oggettive - come l'immigrazione e le crisi europee successive - ma anche i suoi argomenti un po' contorti. "Io stesso sono euroscettico, io sono scettico su alcune delle cose che hanno fatto l'Europa, - ha dichiarato il Primo Ministro. - Ma vorrei dire che questa non è la causa della debolezza della nostra campagna, questa è la ragione della forza della nostra campagna, perché la nostra posizione è coerente con le persone, e l'altra parte rifiuta di farlo ". In altre parole, i conservatori dicono: "Noi non ci crediamo in realtà, così come tutti voi. Vi capiamo, ma credeteci, staremo meglio nell’UE." Questo non è certamente il miglior argomento per convincere, in particolare, quando si vuole convincere i giovani ad andare a votare.


Inoltre, il governo sta giocando troppo sulla paura. "Se mischiamo tutti i fattori insieme - l'effetto dello shock, l'effetto dell’incertezza, l'effetto commercio - diventa una bomba pericolosa sotto la nostra economia - dice Cameron. - E la cosa peggiore ancora se noi stessi daremo fuoco alla miccia ".

Alla fine, il Primo Ministro la dice chiara e tonda: le questioni migratorie e di sicurezza non solo sono inseparabili, ma anche influenzano l'una l'altra: "Se il Regno Unito volge le spalle all'UE, nell'Europa aumenterà il rischio di guerra, e il gruppo Islamico sarà ben felice dell’uscita dal Regno Unito dall’UE ". Questo argomento sembra è un po' inverosimile. Secondo il Presidente del Centro Internazionale per gli Studi Strategici RAND Europe Hans Pang "nel caso dell’uscita dall'UE i rapporti della Gran Bretagna con gli altri paesi nel campo della difesa e della sicurezza con non miglioreranno e non peggioreranno in modo significativo. Qualunque sia l'esito del referendum, Gran Bretagna rimarrà forte e - come un membro della NATO -manterrà con i principali alleati europei le buone relazioni bilaterali nel settore della difesa. Dopo tutto, è la NATO che fornisce la "hard power" per proteggere l'Europa contro le minacce esterne ".

Riassumendo, possiamo dire che tra coloro che chiedono l'uscita del Regno Unito dall'Unione europea, non c'è unanimità, e su una serie della questioni sono, anzi, rivali. Ma tutti loro condividono la convinzione che, uscendo fuori dall’UE, il Paese guadagnerà più che perderà. Gli economisti e politici-oppositori di "Brexit", a loro volta, hanno assicurato che sarebbe stato un disastro per il Paese e porterà ad un calo del PIL del Regno Unito - al 9,5%, così come ad un declino dell'economia globale. Ma i numeri, così come anche i possibili scenari, sono contraddittorie, così difficili da capire dagli elettori.

Come risultato, molti inglesi arriveranno alla conclusione che in questo caso non ci si capisce un’acca, allora, lasciamo così com’era prima - così staremo più tranquilli.

Ivan PRAVDIN, "Vector News”
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