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Tentativi e torture del Presidente Poroshenko

Tentativi e torture del Presidente PoroshenkoIl recente voto sulla nomina di Yuriy Lutsenko alla carica del Procuratore Generale dell'Ucraina non è stato uno scandalo. E’ rappresentato “un segnale" puntando però ai problemi più seri, a cui il Parlamento dovrà essere preparato in un prossimo futuro.

Ricordiamo che il сliccare sul pulsante durante la valutazione di una possibile riuscita del voto nel Parlamento viene utilizzato per prevedere i risultati delle votazioni sulle questioni all'ordine del giorno. Il Parlamento attuale, in virtù della dubbiosa “freschezza” della "coalizione di sgombri", spesso usa una possibilità del genere...

Così, il giorno dopo il successo della votazione per la destinazione di Lutsenko - vale a dire, il Venerdì, 13, il Presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko nel suo Twitter pone il problema: "Nelle prossime settimane dovremo raccogliere 300 voti per gli emendamenti alla Costituzione in vigore e per l’adottamento di una nuova legge sul sistema giudiziario. "

E questo è comprensibile. E forse anche importante. Ma il punto chiave di questa storia sono le elezioni sul territorio di “alcune aree delle regioni di Donetsk e Lugansk” (il termine si trova nel Contratto di Minsk). Ed è urgente formare la coalizione proprio ora e battere il ferro affinchè è caldo - anche con l'aiuto di una coalizione non formalizzata, situazionale, ma una coalizione.
È caldo il ferro. Anzi, bollente. La situazione nelle regioni di Donbass, a Kiev e a Minsk, e anche nella "Normandia" sta per esplodere ... Perchè il Responsabile Superiore del regolamente pacifico del conflitto nella regione di Donbas, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier non cerca nemmeno di nascondere la sua irritazione. E come una via d’uscita e il modo principale del regolamento del conflitto vede lo svolgimento delle elezioni in alcune aree delle regioni di Donetsk e Lugansk. Kiev sta cercando di evitare una soluzione del genere, ma non è possiibile chiudere gli occhi e ritardare la decisione infinitamente a lungo.

Se l'Ucraina non accetta la legge sulle elezioni nel Donbass, non potremo aspettare un'ulteriore estensione (per non parlare del rafforzamento) delle sanzioni occidentali contro la Russia - questo diventerà sempre più difficile. Tenendo presente che tutte le parti interessati - senza eccezioni! - si rendono conto che si tratta solo della legge stessa, piuttosto che delle elezioni reali. Possono sempre essere annullate, rinviate, nominate invalide... In Ucraina siamo diventati esperti nel farlo – sia sul livello comunale sia sul livello presidenziale. Inoltre, la legge può essere assunta con un ventaglio di piccoli dettagli riguardanti il tasso di partecipazione alle elezioni, la perdita di stampe, l'offensiva o l'uso dei armi pesanti, il tentativo del boicottaggio delle elezioni, e altre situazioni di emergenza, compreso anche il calibro di un proiettile pazzo (o meno) volato da entrambi i lati. Non appena un tale proiettile vola – è finita!: la legge diventa annullata e non si può tenere le elezioni! OSCE immediatamente confermerà questo fatto. Così come gli osservatori. Tutti faranno una scrollata di spalle e ri-disperderanno in diversi angoli del ring del combattimento. Per attendere. E per negoziare.

E Petr Poroshenko sa farlo bene. Ma solo all'interno dell'Ucraina. Non è venuto al vertice di Londra contro la corruzione non perché non c’era nessuno con cui poteva negoziare (ad eccezione di David Cameron e John Kerry, gli altri pesci grossi del pianeta erano assenti), ma perché aveva davvero molte cose ben più importanti da sbrigare in Ucraina. E Poroshenko è rimasto a Kiev. Per letteralmente manualmente (con la firma acutamente dimostrativa ed immediata del Decreto - direttamente al Parlamento! – e con un non meno dimostrativo numero meravigliosamente fresco di stampa di "Voce dell'Ucraina") promuovere la nomina di Yuriy Lutsenko alla carica del Procuratore Generale dell’Ucraina. Ma diciamolo forte e chiaro ancora una volta: Il Presidente non era così preoccupato per Lutsenko stesso, ma per come andranno le cose in futuro - quando arriverà la necessità di adottare le leggi veramente epocali. E, soprattutto, quella più sensibile - "La legge sulle elezioni in alcune aree delle regioni di Donetsk e Lugansk".

E qui che inizia la matematica con una sfumatura puramente politica.

Siamo riusciti a raccogliere 264 voci dei deputati per Yuri Vitalevich. Come è noto, hanno aiutato i politici di vecchio stampo dal partito "Volontà del popolo" e "Rinascimento". E questo fatto ancora una volta ha evidenziato una straordinaria capacità di Petro Poroshenko di uscire indenne tra le burrasche di ogni conflitto politico ucraino. Ed essere d'accordo con tutti. Compresi quelli che l'altro ieri lui ha apertamente e duramente criticato - e un giorno dopo ha cordialmente ringraziato. E non è chiaro che cosa succederà domani. Perchè la politica (soprattutto quella ucraina) - non è una società "Roshen". In essa non ci sono gli amici - o nemici - permanenti. Con il suo messaggio in Tvitter sulle "prossime modifiche alla Costituzione," Poroshenko in realtà ha annunciato una raccolta delle voci alla grande. Tenendo in considerazione le 264 "segnate" a nome di Lutsenko. Aggiunti poi i voti del partito "Blocco dell’opposizione", dovrebbe riuscire ad arrivare al traguardo prefissato.

A questo si aggiunge il fattore della Commissione Centrale Elettorale, che finalmente ha ottenuto il via libera ed ha annunciato la decisione di tenere le elezioni di medio termine il 17 luglio in cinque distretti. Tutto sommato, questo può portare al risultato tanto desiderato da Petro Alekseevich.

Come riferimento, dobbiamo dire che le elezioni nel distretto №27 sono state assegnate a causa del fatto che il deputato del popolo Boris Filatov, scelto in questo distretto, è diventato il sindaco di Dnipropetrovsk. Nel distretto №206 – le elezioni devono essere tenute a causa del fatto che il deputato Vladislav Atroshenko è diventato il sindaco di Chernigov. Nei distretti №85 e №151 - a causa del fatto che i deputati eletti Igor Nassalik e Taras Kutovoj sono stati nominati il 14 aprile, rispettivamente, il Ministro dell'Energia e il Ministro delle politiche agricole. E, infine, nel distretto №23 le elezioni vengono organizzate quasi quasi danzando sulle ossa del defunto Igor Eremeev, passato alla vita migliore ancora nel mese di agosto 2015 (ma il certificato della sua morte è stato presentato dal nuovo speaker del Parlamento Andriy Paruby alla Commissione Centrale Elettorale solo il 16 maggio 2016. Non è per niente chiaro perché questo non è stato fatto dal speaker precedente - Vladimir Groisman. Di conseguenza, il capo della Commissione Centrale Elettorale Michail Ohendovsky solo ieri ha ricevuto il diritto ufficiale di chiamare le elezioni nel 23 ° distretto. Inoltre, secondo lui, la Commissione Centrale Elettorale non esclude il fatto che "La Verkhovna Rada può prendere in considerazione la risoluzione anticipata dei poteri di altri deputati, in particolare quelli che sono stati assegnati alle posizioni corrispondenti negli organi locali del potere esecutivo". "Se i documenti arriveranno alla Commissione Centrale Elettorale fino al 18 maggio, la CCE sarà in grado di chiamare le elezioni nello stesso giorno, il 17 luglio" - ha riassunto M. Ohendovsky.

L'idea è che il Presidente, tra le altre cose, in aprile 2016 ha nominato deputati dal partito politico “Blocco di Petro Poroshenko” Andrey Gordeev e Yuri Garbuz i capi dell’Amministrazione Statale Regionale di Kherson e rispettivamente dell’Amministrazione militare e civile della regione di Lugansk. Pertanto, nel caso di cessazione dei loro poteri ufficiali come deputati, oltre ai cinque distretti in cui elezioni sono previste per il 17 luglio, diventeranno vacanti alcuni altri distretti. Così, poco per poco, Poroshenko sarà in grado di racimolare la "farina" parlamentare per riuscire ad avere l’ampsto della coalizione, tanto necessaria per Poroshenko.

Nel frattempo, vi è una forte e calda preparazione per una grande guerra per la legge sulle elezioni in alcune aree delle regioni di Donetsk e Lugansk. Per il momento non è successo niente, nessuno non ha fatto niente (e, senza dubbio, presto sarà proposto il primo passo al Parlamento per quanto riguarda la situazione con la coalizione). In ogni modo le parti interessate già provano a far uscire “una cortina di fumo”. Ad esempio, il principale parlamentare "veterano di guerra del popolo" Maxim Burbak ha dichiarato: "Basta mentire alla gente. Ufficialmente ripeto la posizione coerente del nostro gruppo: prima, la cessazione delle ostilità da parte della Russia, la liberazione di tutti gli ostaggi, il ritiro delle truppe di occupazione, il pieno ripristino della sovranità dell'Ucraina e all'estero su tutti i confini e su tutto il territorio della regione di Donbass. E solo dopo - la soluzione politica ... Vi ricordo che gli alleati di Yulia Tymoshenko dal "Blocco di occupazione” richiedono le pseudo-elezioni." Il partito politico "Fronte Popolare" difenderà l'esercito ucraino, l’Ucraina e il popolo ucraino. Che lo possano ricordare i traditori e provocatori, in qualunque pelli di pecora non siano vestiti in questa stanza. "

Ma le difficoltà politiche a parte, vi ci sono le difficoltà puramente tecniche. Così, secondo il Capo del Comitato dei votanti di Ucraina Alexei Koshel’, nei territori occupati non esiste un banale registro degli elettori. Inoltre, non siamo al corrente di un vero numero delle persone trasloccate dalle regione di Donbas, i quali hanno il diritto di voto e vorranno tornare a partecipare alle elezioni. Inoltre, secondo Koshel’, non è chiaro che cosa fare con quelle persone che hanno partecipato nel conflitto armato, hanno fatto le dichiarazioni pubbliche contro il Kiev ufficiale. Tenerli fuori dal processoe lustrarle? Ma in che modo? "E' possibile che per il processo di lustrazione ci vorranno degli anni", - ha dichiarato Koshel’.

In generale, a Kiev nessuno è contro una tale prolissità del processo, ma non si sa, allora, che cosa fare in questo caso con l'Occidente, che stringe sempre di più il cappio sul collo del Presidente Poroshenko. E la cosa più triste è che lui stesso non lo sa. Ma almeno lui sta cercando di fare qualcosa. E questo è esattamente il caso in cui ogni tentativo diventa una tortura ...

Konstantin Panfilov, inviato speciale del "Vector News»
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