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Ogni malato terminale vuole vivere!

Ogni malato terminale vuole vivere!L11 febbraio si celebra la Giornata Mondiale del Malato. Simbolico è il fatto della sua introduzione nel 1992 è stata iniziata da Giovanni Paolo II, che a quel punto aveva già ricevuto il "verdetto" dei medici: è stato diagnosticato con la malattia di Parkinson, con la conseguente progressiva perdita di controllo umano sui movimenti, e, in fin dei conti, la paralisi. La data non è stata scelta a caso. é la festa cattolica di Nostra Signora di Lourdes, la quale fa guarire tutte le malattie. Secondo il Pontefice, bisogna ricordare alla società moderna la necessità di "garantire la migliore cura per i malati e gli infermi per alleviare le loro sofferenze."

In questo giorno, al centro dell'attenzione di tutte le persone interessate è laiuto ai malati e il supporto per tutti coloro che si occupano di loro. In primo luogo, si tratta di medici.

- Come un medico che lavora con i malati molto gravi molto, riesce a non essere svuotato emotivamente e, al tempo stesso, non diventare indifferente al paziente, ai suoi problemi? Con questa domanda ci siamo rivolti alla famosa immunologa, Dottoressa in scienze mediche, la Professoressa Vera Kazmirchuk.

Ogni malato terminale vuole vivere!Prima di tutti ogni dottore deve credere con tutto se stesso, che, mettendo lanima ed entusiasmo nel suo lavoro, riuscirà a guarire il malato.
Agendo in questo modo non sarà svuotato emotivamente insieme al paziente. Il paziente cerca l'assistenza e deve essere sicuro che il medico farà ogni possibile sforzo per aiutarlo. Sa, nel passato cera lo slogan "Dando la luce agli altri, brucio me stesso." La gente andava incontro alla peste, al colera. I medici erano pronti a condurre esperimenti su se stessi, aiutare in qualsiasi situazione, anche sapendo che possono infettarsi e morire. Oggi questo approccio non esiste più. Oggi ci sono l'oncologia, l'AIDS e così via. Quando un paziente arriva dal medico, e questultimo pensa tra se e se "comunque non potrò aiutarlo," uccide mentalmente il malato e distrugge se stesso. I medici che non credono in Dio e nel loro potere, non danneggiano solo il paziente loro danneggiano anche se stessi.

- E qualè latteggiamento giusto verso la diagnosi seria da parte del paziente, della sua famiglia e degli amici?

- Ora Le faccio un esempio. É venuto da me un uomo profondamente religioso, la cui moglie ha la quarta fase del cancro. Egli prega, ma crede crede anche nel fatto che il quarto stadio del tumore significa la morte. Nella società è ampiamente accettato il parere che l'AIDS, la terza e la quarta fasi di cancro sono incurabili. E questo parere fa male alla medicina moderna! "Sa, abbiamo rimosso il tumore, è la fine dice il marito, - Lei non ha più luce negli occhi, lei sta già pensando a come prepararsi alla morte ... ". Io dico," Ma di cosa sta parlando?! Beh, la mandi a me, " - gli ho chiesto,"Lei é un credente?"-" Sì!"-"Allora deve capire, che sarà salvato solo chi vuole essere salvato!?!?

Negli Stati Uniti, c'è una donna-oncologo, che ha detto: che se una persona si ammala di una malattia incurabile, deve cambiare la sua vita e credere nella sua guarigione. Se non è possibile rendere il paziente credente, non sarà possibile curarlo e guarirlo. Se vorrebbe lasciare la vita terrestre, e il dottore cerca di farlo vivere, allora, morirà. Ma quando il medico sa convincerlo, ascolterà i cosigli del dottore, la famiglia crederà e il paziente continuerà a vivere!

Ogni malato terminale vuole vivere. E quando ho convinto quella donna [che il recupero è possibile], i suoi occhi si illuminarono. Il marito poi mi ha chiamato: Che cosa ha fatto? Ora lei crede che si riprenderà. " Vede?

- È da molti anni che Lei è a capo dell'Istituto di Immunologia e Allergologia della Università Nazionale di Medicina a nome di A.A.Bohomolets, ha insegnato per tanti anni. E 'possibile determinare se un studente diventerà davvero un medico bravo oppure no?

- La qualità più importante della futura del medico è il desiderio di trovare la causa principale della malattia, capire ogni situazione e imparare proprio per questo motivo. Poiché ogni paziente è unico.

Negli ultimi anni, ho visto che la terza parte degli studenti si sono persi, sono fiacchi. Si siedono con gli occhi vuoti alle lezioni. Non sono interessati e non si preoccupano per il risultato. In futuro andranno a lavorare con i pazienti con la stessa assenza dello spirito giusto.

Credo che durante il periodo dellammissione alla facoltà di medicina dovrebbe essere la Comissione - come allIstituto teatrale. Una volta volevo iscrivermi ad esso... C'è una commissione apposta per selezionare i futuri artisti. Gli dicono: immaginate che questa è una piscina e dovete saltare sopra. Così una persona si comporta e fa vedere come fa il salto. Oppure: immaginate che qualcuno è morto. E non deve avere semplicemente una faccia storta. Egli deve avere le lacrime agli occhi nellascoltare quelle parole di triste notizia! Se è così, allora è un attore. Ma anche tra gli attori il talento è raro. Perché? Poiché sono alcuni lo fanno sinceramente.

La stessa identica cosa con i medici: prima di accettare uno studente all'università, è necessario verificare la presenza di integrità, onestà, trasparenza, capacità di dare se stesso agli altri, capacità di aiutare.

Così oggi rendiamo grazie a tutti coloro che prende cura dei pazienti, agli operatori sanitari che aiutano i medici in questo compito assai importante. Vi auguro buona salute!

Intervista fatta da Darina Plotnikova
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