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"Nobile" bugia di Putin: chi e perché ha fatto una beffa del Presidente della Federazione Russa

"Nobile" bugia di Putin: chi e perché ha fatto una beffa del Presidente della Federazione RussaNelle relazioni interstatali pragmatiche e competitive la fiducia tra i due paesi gioca un ruolo importantissimo. Nell’atto finale della Conferenza sulla Sicurezza e la Cooperazione in Europa, a Helsinki, nel 1975, intitolato “Sulla necessità di misure di fiducia” si tratta della necessità di rafforzare la fiducia. L’idea del Presidente del Kazakistan Nursultan Nazarbayev di creare una struttura regionale simile all’OSCE in base alla Conferenza sull'interazione e sul rafforzamento delle misure di fiducia in Asia è supportata dai leader dei principali paesi asiatici. L'autorevole filosofo americano di origine giapponese Yoshihiro Francis Fukuyama, incluso nel 2005 nella lista dei migliori intellettuali del mondo crede che, in generale, che la fiducia crea la base per tutte le istituzioni sociali.

La fiducia, sulla base dell’affidamento nell'integrità del partner e nella sua credibilità, viene basata sull’autorità ed un atteggiamento positivo al politico che presenta gli interessi dello Stato. Frode o disinformazione deliberata possono screditarlo, portare alla perdita di credibilità e ad un isolamento totale. Quando, però, è il Capo dello Stato che viene catturato sulla bugia, si creano i precedenti storici, come l’ "accoglienza glaciale" del Presidente russo al vertice del "Big-20» (G-20) in novembre del 2014 in Australia. Da allora, Vladimir Putin ha fatto molto per superare l'isolamento economico e politico internazionale, in cui ha cacciato e guidato la Russia in risultato delle avventure di politica estera connesse con l'annessione della Crimea e l'aggressione militare nella regione di Donbas. Infatti, sotto la minaccia della recessione e della svalutazione della moneta nazionale, la cancellazione o almeno l’alleviamento delle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti e dall'Unione europea, diventa una condizione vitale per la sopravvivenza della Russia. Tuttavia, dopo una serie di tentativi falliti da parte di Putin di utilizzare i precedenti storici per assicurare una percezione più convincente della sua posizione, c'è la minaccia di perdita di credibilità politica da parte del Presidente della Federazione Russa.

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Questo è l'ultimo di essi. Nel tentativo di portare alla conoscenza degli europei le proprie idee sul mondo e sulle alcune delle pagine della sua storia recente, il 5 gennaio del 2016 il Presidente della Federazione Russa ha invitato alla sua residenza a Sochi i giornalisti del popolare giornale tedesco "Bild". L’evento non sembrava di essere improvvisato. Molto più probabilmente, il leader russo volesse far ricordare se stesso prima dell'ultimo discorso del presidente Barack Obama al Congresso degli Stati Uniti. Putin ha criticato la politica occidentale verso la Russia dopo la "guerra fredda", ancora una volta chiamato l'espansione della NATO uno dei principali errori dell’Alleanza Nord Atlantica", dicendo: “25 anni fa è caduto il Muro di Berlino, ma la divisione dell'Europa non è stata superata ... questo ha creato i presupposti per i futuri recriminazioni, incomprensioni e crisi ... Dopo la caduta del Muro di Berlino, è stato detto che la NATO non avrebbe più tentato l’espansione verso l’Est. Questo ha detto il Segretario generale della NATO, il cittadino della Repubblica Federale tedesca signor Werner, per quanto mi ricordo ... ". Per essere più convincente, il Presidente ha dimostrato di fronte alla camera i documenti d'archivio, promettendo di trasferirli ai giornalisti come esclusivi. Si trattava della trascrizione della conversazione - datata il 1990 - tra Mikhail Gorbachev e il Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Communista Valentin Falin con un autorevole politico tedesco Egon Bahr.
Da essa segue che l'architetto della nuova Politica Orientale (Ostpolitik) "Cambiamenti per l’avvicinamento" dai tempi del cancellierato di Willy Brandt (1969-1974), ha espresso l'idea della creazione nel centro dell'Europa di una nuova alleanza con l'Unione Sovietica e con gli Stati Uniti, credendo che "la NATO come organizzazione, almeno la sua struttura militare, non dovrebbe estendersi verso l'Europa Centrale. "

Osservando come i giornalisti stranieri criticano spietatamente il Presidente russo per le “libertà” ammesse nell'intervista nell’interpretazione degli eventi e fatti storici, si pone la domanda: ma gli esperti dell'Amministrazione Presidenziale e del Ministero degli Esteri non sono stati in grado di offrire gli argomenti più convincenti per sostenere la posizione del Cremlino nelle questioni di politica estera attuale?

Non è possibile che loro non abbiano le informazioni sulla valutazione delle vicende storiche dai loro partecipanti diretti. In particolare, devono pur sapere che il Segretario di Stato James Baker, l’ex Ministro degli Esteri sovietico Eduard Shevardnadze e l’ex Ministro degli Esteri di Germania Hans-Dietrich Genscher hanno ripetutamente negato le informazioni sulle garanzie da parte di NATO di non espandersi ad Est. O forse quancuno deliberatamente fa vedere Putin in una posizione assurda e farsi scherno di lui, credendo che Putin è già "esaurito" politicamente e accelerando in questo modo le prossime modifiche all’ imperioso Olympus del potere politico della Russia?

Giudicate voi stessi. In primo luogo, non esiste nesusn documento che lega la promessa di non’espansione da parte della NATO ad Est in cambio all'unificazione della Germania. Accusando NATO della mancanza del rispetto degli impegni, la parte russa si riferisce ai presunti accordi orali. Il dibattito è in corso da anni, e la NATO ha ripetutamente espresso la sua posizione di principio sulla questione. Gli argomenti più completi sono esposti nella newsletter ufficiale dell’Alleanza Nord Atlantica in aprile 2014 con il titolo "L'accusa di Russia: per mettere tutti i puntini sulla "i ". Il documento sostiene che la Russia interpreta erroneamente i fatti storici: "Un tale obbligo non è stato mai preso, non sono state date le prove a sostegno della richiesta russa. Se questa promessa fosse stata data dalla NATO in quanto tale, dovrebbe essere stata formalizzata per iscritto, sotto la forma di una decisione formale di tutti i membri della NATO. Inoltre, la domanda dell’espansione della NATO cominciò ad essere esaminata pochi anni dopo la riunificazione della Germania. Al momento, quando, secondo la Russia, furono fatte le promesse, questo problema non era ancora all'ordine del giorno ".

In risposta all’intervista di Vladimir Putin, diffusa da "Bild" in russo, tedesco, inglese, il Vice Segretario Geberale della NATO Alexander Vershbow, l’11 gennaio 2016 è stato costretto ancora una volta a confutare le informazioni date dal leader russo: "In Russia sostengono che la NATO ha promesso di non espandersi. Non è vero. Ciascun paese può scegliere le proprie alleanze. La porta aperta significa il successo storico ".

In secondo luogo, il tedesco Manfred German Werner, menzionato da Putin, era davvero il Segretario generale della NATO dal 1988 al 1994. Tuttavia, nel 1994 morì a Bruxelles, coprendo fino all'ultimo giorno questa posizione. Pertanto, non è possibile verificare con Werner, se è vero, che lui ha promesso di non estendere la NATO ad Est. Per lo stesso motivo anche Egon Bahr non può agire come un esperto e tetimone. Morì a 93 anni di età, di recente, il 15 Agosto del 2015. E anche se avesse confermato l'autenticità della registrazione della conversazione, essa sarebbe diventata ancora una conferma della saggezza di un importante uomo politico del nostro tempo, ma in nessun modo - la prova della posizione del governo tedesco, che nel 1990 fu determinata dal Cancelliere federale Helmut Kohl, insieme con il Ministro degli Esteri Hans-Dietrich Genscher. Fare una dichiarazione da parte di loro, e ancora di più da parte della NATO, Egon Bahr - come il Capo di allora della Commissione del Bundestag sulla unificazione della Germania e della Repubblica democratica tedesca - non aveva alcuna autorità. Come è ben noto, nel 1990, l'unificazione della Germania è stata una delle priorità della politica internazionale della Repubblica federale di Germania, e al fine di raggiungere questo obiettivo, i politici tedeschi furono disposti a discutere con i leader sovietici ogni possibile compromesso.

In terzo luogo. Fare appello nella ricerca della verità agli altri due partecipanti ai negoziati con il Egon Bahr sembra problematico a causa della inconsistenza di Mikhail Gorbachev e il livello di impegno di Valentin Falin. Così, nella stessa intervista a "Bild" dal 2 aprile 2009, Mikhail Gorbachev ha dichiarato: "Kohl, il Ministro degli Esteri James Baker e gli altri mi assicuravano che la NATO non si sarebbe sposata neanche un centimetro verso l’Est. Gli americani non hanno mantenuto questa promessa, ed i tedeschi hanno mostrato l’indifferenza. Può darsi che fossero anche tanto soddisfatti, dicendosi “Come siamo stati abili nel prendere in giro i russi!". Tuttavia, mentre visitava la Germania nel mese di novembre 2014, ha dato un'intervista al canale televisivo tedesco «ZDF», nella quale ha negato le informazioni che lui stesso aveva dato: "Le garanzie di non-espansione da parte della NATO è un mito, pubblicizzato dai media". Se la dualità dell'ultimo Segretario Generale del Partito Comunista ha sorpreso solo poche persone, allora il pregiudizio di Valentin Falin suscita il desiderio di capire i motivi della sua trasformazione. Come è potuto accadere che Falin si fosse trasformato da un alleato ardente di Mikhail Gorbachev (a cui dovrebbe sentirsi obbligato a vita per il ritorno dal disonore nel 1986) nel suo avversario aperto? Nel 2000, sotto la sua penna è uscito un libro di memorie intitolato "Conflitti al Cremlino", dedicato ad alcuni aspetti del lavoro del Comitato Centrale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica e ai tragici eventi legati al crollo dell'Unione Sovietica. Leggendolo, uno si rende conto con tristezza, che un politico di così alto livello, che in tempi diversi scriveva discorsi per Nikita Kruscev, era il consulente del Ministro degli Affari Esteri Andrei Gromyko, e dal 1971 al 1978 copriva la carica dell'ambasciatore sovietico in Germania, non è diverso dai comunisti provinciali ortodossi.
In sintonia con loro, egli denuncia Mikhail Gorbaciov per il crollo dell'Unione Sovietica e del sistema socialista mondiale, accusandolo di potere usurpato, chiamandolo "il pronipote del dittatore Stalin", criticando il ritmo sfrenato della attuazione della politica del "nuovo pensiero", ecc. Tuttavia, il valore di questo lavoro sta in altro: negli allegati al testo dell'autore Falin ha posto 19 tra i più importanti, a suo avviso, i documenti relativi agli ultimi anni del lavoro della Divisione Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista, tra cui quello relativo all'unificazione della Germania. All’attento esame degli documenti, il lettore sarà convinto che il tema della espansione della NATO è stato davvero discusso durante i numerosi incontri e le trattative con i partner stranieri, ma solo nel contesto dei problemi della riunificazione della Germania e del futuro dell'Organizzazione del Trattato di Varsavia dopo l'uscita della Geermania dell’Est da quest’ultima. Sono state offerte varie opzioni, è stata presa in considerazione l'idea di integrazione della NATO e dell’Organizzazione del Patto di Varsavia nel unico processo europeo, anche se i due assistenti perenni di Mikhail Gorbachev - Anatoly Chernyaev e Georgy Shakhnazarov - la ritenevano irrealistica. Secondo loro, le sfide del tempo corrisponderebbero meglio alla transizione della Germania unita sotto l'ala della NATO con cui non era assolutamente d'accordo autore del libro sopracitato.

Naturalmente si pone la domanda: se le garanzie di non-espansione della NATO ad Est esistevano in realtà, qual’è il motivo per cui Falin si è astenuto dalla loro menzione nel 2000? Tra l'altro, nel libro "Conflitti al Cremlino", egli cita molti politici tedeschi ben noti, i quali - in un modo o in altro - hanno svolto un ruolo significativo nel risolvere i problemi della riunificazione della Germania. Tuttavia, il nome di Egon Bar nel lavoro di Falin è mancante. Valentin Falin ha trascorso i difficilissimi anni 90 in Germania, dove, su invito dello stesso Egon Bahr lavorava presso l'Istituto di Pace e Sicurezza. Nel 2000 tornò in Russia, vive comodamente a Mosca, conduce le lezioni presso l'Istituto Statale per le Relazioni Internazionali di Mosca, continua a scrivere le sue memorie ed articoli. Per la gioia dei moderni "falchi" del Cremlino Falin continua ad insultare Michail Gorbaciov come un traditore, a causa di ciò egli ha completamente reciso rapporti con lui, e chiama il suo ex Capo del Comitato Centrale del Partito Comunista Alexander Yakovlev l’"agente della CIA". Uno dei suoi co-autori è una confidente di Vladimir Putin nelle elezioni presidenziali nella Federazione Russa Natalia Narochnitskaya, la quale ha compiuto grandi sforzi per l'attuazione del concetto della politica estera russa chiamata il "Mondo Russo". Nel 2010 Falin ha ricevuto ringraziamento personale dal Presidente della Russia. Ovviamente, questo è finale naturale di un politico, che ha iniziato la sua carriera in seno alla Commissione del Ministero degli Affari Esteri dell'Unione Sovietica, che nel 1947 - 1951 copriva le attività dell’intelligenza degli Esteri sovietica, e la continuò in un gruppo dei giovani esperti e analisti, creato nel 1953 da Lavrenty Beria.

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Lo studente di Socrate e il maestro di Aristotele, il filosofo greco Platone, nella sua opera "Lo Stato", datato 360 A. C., fu il primo ad usare il termine "nobile bugia". Riflettendo sulle sfide della creazione di uno Stato, è venuto a credere che in una società ideale i re- filosofi avranno il diritto di ingannare la gente per amore del bene pubblico. Siamo testimoni delle squisite bugie di Putin che mentisce ai suoi concittadini. C’è il sospetto che il futuro Presidente della Federazione Russa nelle pause tra judo e l’attento studio degli ordini del KGB aveva trovato il tempo anche per fare conoscenza con le opere di Platone e ha adottato le sue raccomandazioni sulla "nobile bugia". Ma è improbabile che Platone sia deliziato da questo, dal momento che l'obiettivo di Putin per dire bugie non è per niente nobile, e la società russa è anni luce lunga dall'essere perfetta. A differenza della Russia, i miti storici con i quali sta manipolando magistralmente Vladimir Putin, sono percepiti all'estero in modo scettico e questo non aumenta la sua credibilità in Europa. Secondo le informazioni dei social networking gli europei sono molto preoccupati vedendo che il giudizio del leader russo è sempre più al di là del razionale. All’estero ci si precipita a precisare l'età del Presidente (che ha 63 anni), ricordando l’aforisma di Boris Eltsin: "L’età di un politico è di 65 anni, dopo di ciò cade in marasma ".

Boris Dneprov, Analista
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