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"Date di più le notizie dall'inferno!" gli ex dipendenti dei canali televisivi raccontano della propaganda in Russia

"Date di più le notizie dall'inferno!"  gli ex dipendenti dei canali televisivi raccontano della propaganda in RussiaLa edizione Colta ha rilasciato una serie degli articoli sulla televisione russa, nella quale racconta della sua trasformazione in una macchina di propaganda. Il primo testo è un monologo della ex caporedattore della direzione del marketing del canale televisivo "Russia 1" Lisa Lerer, in cui lei ha subito dichiarato che "la televisione è un business. Mettono tutto il tempo a discutere le classifiche, cioè valutano che cosa il pubblico sta guardando di più. Più inferno! il pubblico sempre guarda bene . Come si dice nel gergo televisivo - "per far intorpidire gli stronzi".

Il secondo testo è la storia di Julia Chumakova, l'autrice della telestoria del "ragazzo crocifisso." Poco più di un anno fa, il 12 luglio 2014 il primo canale ha fatto vedere una certa rifugiata dalla città di Slaviansk, che ha raccontato come il bambino di tre anni è stato crocifisso dai soldati dell'esercito ucraino davanti a lei. Questa storia è diventata un simbolo della propaganda russa.
Nel periodo dal maggio 2014 al luglio 2015 Julia Chumakova ha fatto 51 storie su quanto stava accadendo in Ucraina e in Russia con i rifugiati ucraini.

Nel mese di giugno e luglio 2014 queste storie uscivano in media tre volte a settimana, in autunno, però, la loro quanità è stata notevolmente diminuita: da agosto a novembre nella trasmissione delle notizie sul Primo Canale sono uscite tante storie quante sono state nel solo mese di luglio. Nel mese di giugno, le storie di Julia Chumakova appaiono una dopo l'altra. Alcuni sono i reportage dai campi per i profughi. Qualcuno grida che in Ucraina è iniziato il genocidio, l'uomo nello stato eccitato dice: "Là semplicemente arrivano e uccidono le persone. Non so che cosa gli hanno dato, quali droghe loro hanno assunto... "

In ogni seconda storia nel 2014 il lavoro della camera viene focalizzato sui visi delle persone che piangono. I bambini diventano i personaggi delle storie di Chumakova in modo regolare. I reportage parlano dei rifugiati (ogni quarta storia lo è). Piangono i vecchi che dicono di non aver provato una paura così nera neanche nei tempi della Grande Guerra Patriottica (la Seconda Guerra Mondiale).

Inoltre, il confronto tra il conflitto in corso con quello che ha avuto luogo negli anni 40 del secolo scorso è un trucco che viene usato molto spesso. Secondo la statistica nella storia di tutti i reportage televisivi sullUcraina esso è stato usato dalla giornalista ben quattro volte. "Soffocherei questi bendere con le mie proprie mani," singhiozza una vecchia.

Il 11 Luglio 2014 Galina Pyshnyak appare per la prima volta in unennesimo reportage di Chumakova racconta quello che avrebbe sentito da sua madre: "I moscoviti ti hanno fatto il lavaggio del cervello. Tu sei una terrorista, ti ammazzo ". Chumakova accompagna la inquadratura con la sua spiegazione, dicendo, che i parenti di Galina lavrebbero cominciata ad odiare quando vennero a sapere che suo marito era andato a combattere: "La Guardia Nazionale ha registrato Galina, suo marito ed i loro bambini nella lista di quelli che devono essere fucilati." Pyshnyak conclude il suo monologo con la storia del ragazzo crocifisso. Questo è solo una parte della storia, nella quale sono presenti anche gli altri profughi. Il video viene visualizzato sul sito del Primo Canale sotto il titolo neutrale "Servizio federale della migrazione: quasi mezzo milione degli ucraini hanno attraversato il confine durante il conflitto nella zona sud-est del paese."

Il ragazzo crocifisso rimane inosservato. Il giorno successivo, però, il 12 luglio Chumakova torna ancora una volta con la fotocamera a Pyshnyak. Ora vuole registrare separatamente era la sua storia di "ciò che aveva visto." Possiamo supporre che Julia Chumakova stessa, o, più probabilmente, i suoi dirigenti già dopo la trasmissione hanno capito il potenziale esplosivo della storia dell'abuso dei militari ucraini di un bambino ed hanno deciso di inviarla sullo schermo come un reportage indipendente.
In poco tempo si scopre, che la storia di Pyshnyak è una bugia, secondo Oleg Kashin - "la leggenda metropolitana", prima raccontata su Facebook da Alexander Dugin un paio di giorni prima che la storia è arrivata sullo schermo del Primo Canale televisivo, il che è successo il 9 luglio.
Notevole è il fatto che ora nellintero elenco completo delle opere di Chumakova sul sito del Primo Canale questa storia è assente (anche se non è stata rimossa ed è facile trovarla con laiuto dei motori di ricerca). Ora Julia continua a lavorare sul Primo Canale come capo dell'ufficio del Sud a Rostov-sul-Don. Una delle sue ultime scene è dedicata al festival della zuppa di pesce di Don. Oleg Pudov, che ha lavorato a lungo come l'operatore con Julia Chumakova sul Primo Canale, ha detto, "Julia sa cosa fare per creare una buona storia. Julia è esigente, non ha mai lavorato con lo scarso entusiasmo.

Per quanto riguarda il ragazzo non posso dire nulla. Ma si sa che un giornalista non può girare solo ciò che vuole, ci sono dei compiti diversi su richiesta da fare. "

Infine, il terzo testo rappresenta la registrazione delle interviste ai quattro ex dipendenti dei canali televisivi, tre dei quali hanno voluto nascondere i loro nomi.
Il primo intervistato di Colta è un ex dipendente della Società Radio-televisiva, ha detto che durante il briefing nel mese di febbraio 2014 il capo redattore ha raccontato ai suoi dipendenti dello scoppio della Guerra Fredda. "Ha detto che è arrivata un'epoca, in confronto con la quale gli anni 70-80 del secolo scorso sono una leggera passeggiata, e così coloro che non vogliono parteciparne, possono trovarsi qualche altro campo di attività, fuori del canale di informazione," - afferma lex dipendente dell'azienda. Secondo lui, sono stati in pochi quelli che hanno lasciato il gruppo: "La ragione è semplice hanno le famiglie, i prestiti da pagare. Inoltre, tutti sapevano che non c'è nessun altro posto dove andare nella richerca di lavoro."
E tutto questo tenendo presente che la meta dei dipendenti del della Società Radio-televisiva erano "assolutamente disgustati" di quello che stavano facendo. Ogni quarta persona, secondo l'interlocutore di Colta, affermava che se ne frega. Il secondo intervistato di Colta è lex dipendente della diffusione informazioni della Società Radio-televisiva, ha descritto i briefing al Cremlino che hanno luogo ogni Venerdì. Per parteciaparne arrivano i leader dei mass media. Secondo lui, il capo redattore del canale "ogni volta riceveva un piano stampato dove è scritto tutto - in che modo e chi è meglio invitare in veste dellesperto." Era vietato al caporedattore di prendere una decisione indipendente. Venivano forniti come afferma linterlocutore di Colta - anche le indicazioni che riguardavano il programma delle previsioni del tempo. Per esempio, è stato ricevuto lordine di prevedere un inverno freddo. "C'è una tendenza generale a far crescere la tensione: ora vi chiudiamo il rubinetto del gas, loro dipendono da noi allora moriranno di freddo," così ha spiegato l'ex dipendente della Società Radio-televisiva il significato di tali istruzioni.

Durante i briefing abbiamo ricevuto le precise indicazioni di dare più motizie infernali e terribili, - ha concluso lui.

L'unico interlocutore di Colta, che ha accettato di dare il suo nome è il produttore del Centro TelevisivoStanislav Feofanov. All'inizio della crisi in Ucraina, ha lavorato nel programma televisivo "Settimana" di Marianna Maksimovskaya su REN TV. Secondo lui, i giornalisti di "Settimana sempre davano la possibilità di parlare a entrambi le parti del conflitto e non ha incontrato la censura diretta nel programma. "Ma era chiaro che il programma barcollava in bilico, quindi, lammonizione ed il divieto di "Settimana" non erano per niente inatteso. Quando è stato abbattuto, "Boeing", presentare la storia come la presentavamo noi, è diventato impossibile.
Su tutti i canali cerano le grida sulla giunta, si parlava dei punitori, che avevano abbattuto l'aereo,"- dice Feofanov. Nel Centro Televisivo, dove lui è andato a lavorare dopo, la chiusura della "Settimana" Feofanov "sta facendo le storie sui temi astratti."
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